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Giovedì, 15 Febbraio 2018 11:07

Leucemia linfatica cronica. Uno studio avviato al Policlinico apre la strada a future terapie

Uno studio sulla leucemia linfatica cronica, che vede come prima autrice la dott.ssa Giovanna Cutrona, dell’Unità Operativa Patologia Molecolare dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science Translational Medicine.

“La leucemia linfatica cronica (LLC) – spiega Cutrona – è causata dalla espansione di linfociti B (le cellule che producono anticorpi), i quali invadono i linfonodi, la milza e il midollo osseo e si riversano nel sangue periferico. Nelle cellule neoplastiche sono state descritte differenti alterazioni geniche che spiegano la loro natura neoplastica e la capacità di sopravvivere a lungo nell’organismo. Tuttavia, non sono chiariti i meccanismi che inducono le cellule ad espandersi, anche se è opinione comune che siano coinvolte interazioni con le cellule del microambiente dei linfonodi, milza e midollo osseo.

Il nostro gruppo – prosegue la ricercatrice – ha dimostrato, in collaborazione con ricercatori dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, dell'Università di Palermo e dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che le cellule leucemiche possono esprimere, a seguito della interazione con cellule del microambiente, una forma disfunzionale di un recettore specifico per una proteina, IL-23, in grado di modificare il comportamento delle cellule del sistema immunitario. L’espressione di questo recettore correla con una prognosi peggiore nei pazienti con leucemia linfatica cronica.

Attraverso l’interazione con il microambiente neoplastico, le cellule leucemiche iniziano a produrre esse stesse IL-23, la quale si lega ai recettori espressi sulle cellule neoplastiche, promuovendone la proliferazione incontrollata. L’utilizzo in un modello murino di una molecola capace di bloccare il legame tra IL-23 ed il suo recettore sulle cellule leucemiche ne inibisce la sopravvivenza e la crescita favorendo l’eliminazione delle cellule neoplastiche". 

Secondo il Direttore scientifico dell’Ospedale Policlinico San Martino, Antonio Uccelli, questo studio apre la strada a future applicazioni terapeutiche per la cura della leucemia.

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