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Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per l’Oncologia

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Giovedì, 13 Aprile 2017 09:44

Continua l'impegno dell'Istituto nella lotta al cancro

I fondi raccolti attraverso le donazioni 5 per mille hanno permesso lo scorso anno il finanziamento di quattro maxi progetti per un investimento di circa 300 mila euro ciascuno. La scelta di sostenere solo poche iniziative, invece di distribuire fondi a tutti i gruppi di ricerca, è stata suggerita dalla volontà di favorire progettualità innovative, le quali potessero servire anche da collante per team complementari di ricercatori con differenti competenze all’interno dell’Istituto. Come nella clinica, l’approccio alla ricerca innovativa è oggi quasi sempre multidisciplinare. A questo scopo è stato predisposto un bando interno, competitivo per quattro progetti innovativi incentrati su argomenti di oncologia molecolare o cellulare con evidenti ricadute per la terapia dei pazienti a medio termine.

Le quattro seguenti proposte sono risultate vincitrici:

1. Caratterizzazione biologica del carcinoma mammario attraverso metodi non invasivi o minimamente invasivi

Responsabili Scientifici: Dr.ssa L. Del Mastro, Prof. A. Ballestrero

In questo progetto ci si propone di sfruttare al meglio le nuove attrezzature di recente acquisite in Istituto, che permettono di studiare sia le cellule tumorali circolanti che il DNA circolante nel sangue di pazienti affetti da tumore. Con queste metodiche si possono determinare molte delle caratteristiche del tumore e prevedere anche le future evoluzioni. Ad esempio, vi è forte evidenza in favore del fatto che la presenza di numerose cellule circolanti fin dagli stadi precoci rappresenti un indice prognostico negativo, che richiede di adattare di conseguenza la successiva sorveglianza così come eventualmente la strategia terapeutica. Lo studio del DNA di queste cellule e di quello circolante potrà fornire indicazioni sulla presenza di possibili mutazioni di geni che facilitano la crescita tumorale. Queste lesioni geniche potranno essere così il bersaglio di farmaci specificamente disegnati per correggere i guasti provocati da queste lesioni geniche. Questo rappresenta un tentativo di affinare la cosiddetta “precision medicine” mirata a correggere gli effetti negativi provocati dall’accumularsi nel tumore di mutazioni a livello di geni che influenzano la proliferazione o la sopravvivenza cellulare. In considerazione della complessità del progetto e della molteplicità di lesioni geniche da studiare, almeno inizialmente, il progetto sarà limitato al tumore della mammella.

2. Immunoterapia con inibitori di “immune checkpoints”: marcatori prognostici, predittivi e di monitoraggio della risposta in pazienti affetti da neoplasie solide

Responsabile Scientifico: Dr. A. Poggi

Studi recenti hanno dimostrato che l’interazione fra molecole presenti su cellule tumorali con molecole complementari espresse dalle cellule del sistema immunitario infiltranti il tumore, può inibire la risposta immunitaria al tumore. Queste interazioni cellulari/molecolari, definite come checkpoints della risposta immunitaria, servono nell’individuo normale (senza tumore) ad evitare un eccesso di risposta ad esempio ai comuni patogeni. Queste interazioni sono tuttavia dannose nei portatori di tumore. Si può ottenere un blocco di queste interazioni fra cellule tumorali e cellule del sistema immunitario, coprendo con anticorpi specifici le molecole che facilitano l’interazione cellulare. Questi anticorpi (definiti checkpoints inhibitors) contribuiscono a re-instaurare una normale risposta immunitaria al tumore. Questi anticorpi sono già utilizzati nella terapia dei pazienti, ma è spesso difficile valutare e soprattutto predire la loro efficacia. Uno studio accurato sulla espressione delle molecole inibitrici sia sul tumore che sulle cellule del sistema immunitario che lo infiltrano potrebbe fornire preziose informazioni prognostiche e anche sulle strategie terapeutiche. Questo tipo di studio è oggi fattibile grazie alla disponibilità in Istituto di un analizzatore di immagine di ultima generazione, il quale permette di localizzare e anche quantitare l’espressione delle molecole inibitorie sulle cellule in sezioni istologiche che preservano intatta la morfologia del tumore. Con queste ricerche, che inizialmente si focalizzeranno sui tumori del grosso intestino, il dr. Poggi e i suoi collaboratori si propongono di evidenziare i pattern di espressione delle molecole inibitorie maggiormente indicativi di risposta e quelli maggiormente indicativi di mancata risposta ai checkpoint inhibitors. Altri obiettivi sono anche quelli di localizzare altre molecole coinvolte nelle interazioni tumore-sistema immunitario potenzialmente bersaglio di nuovi checkpoint inhibitors.

3. Studio della funzione di RNA non codificanti (microRNA e long non-coding RNA) nella Leucemia Linfatica Cronica per l’identificazione di nuove strategie terapeutiche

Responsabile Scientifico: Dr.ssa G. Cutrona

Il processo di trasformazione neoplastica è causato dall’accumulo di mutazioni soprattutto in geni che governano la proliferazione o la sopravvivenza cellulare. In alcuni tumori, vi sono anche mutazioni/lesioni a livello di geni che non codificano per proteine specifiche della cellula, ma per segmenti di RNA che regolano l’espressione di altri geni cellulari. Lesioni a livello di questi RNA, come i cosiddetti miRNA (micro RNA) o i long non coding RNA (lncRNA), causano anomala espressione di una molteplicità di geni della cellula, con aumentata sopravvivenza e proliferazione cellulare. Lesioni a livello dell’espressione di questi RNA si trovano in tumori del sangue, come ad esempio, la Leucemia Linfatica Cronica, la quale origina dai linfociti B, deputati alla produzione di anticorpi. Il progetto della dr.ssa Cutrona sarà focalizzato sullo studio delle lesioni a livello dei miRNA e dei lncRNA nella Leucemia Linfatica Cronica, con l’intento sia di svelare nuove lesione ma anche di mettere a punto metodiche molecolari che possano rendere possibile la correzione delle lesioni stesse in vivo.

4. Valutazione preclinica dell’inibizione di SIRT6 come strategia innovativa per il trattamento della leucemia mieloide acuta

Responsabile Scientifico: Dr. M. Cea

La trasformazione neoplastica può avvenire a causa di lesioni/mutazioni di geni che codificano per proteine o per lesioni di segmenti di DNA codificanti per RNA regolatori, come detto sopra; un’altra causa della trasformazione è rappresentata anche dalla anomala espressione di certi geni. Ad esempio, in alcune cellule, un gene può essere libero di esprimersi, mentre in altre questa espressione è del tutto inibita. Questa regolazione della espressione può essere effettuata da proteine, le principali delle quali sono gli istoni, che legandosi al DNA possono impedire la trascrizione dei segmenti genici a cui si sono legati. Gli istoni sono a loro volta regolati da numerose proteine che ne controllano la sintesi e le concentrazioni intracellulari. Le sirtuine (Sirt) e in particolare la Situina 6 (Sirt6) sono implicate in questo tipo di controllo in una varietà di neoplasie. Il progetto del dr. Cea prevede di studiare il controllo dell’espressione genica da parte di Sirt6 nella leucemia mieloide acuta. In particolare, si è visto che una anormale espressione di Sirt6 nelle cellule leucemiche causa una anomala sopravvivenza cellulare con incapacità della cellula ad andare incontro a morte cellulare programmata (il cosiddetto suicidio cellulare). Il progetto si propone di investigare le cause di questa alterata regolazione e soprattutto della eccessiva espressione di Sirt6 e di mettere a punto strategie di inibizione dell’espressione di Sirt6.

Il San Martino-Ist ha ottenuto il massimo riconoscimento dall’Organisation of European Cancer Institutes (Oeci) come Comprehensive Cancer Center ed è tra gli ospedali italiani che curano il maggior numero di pazienti.

“L’elevata casistica consente ai team dedicati di approfondire aspetti scientifici rilevanti per il perfezionamento delle terapie immunologiche e per la scoperta di nuove terapie farmacologiche” dichiara il direttore scientifico Manlio Ferrarini. “Infatti, i tumori differiscono tra loro e solo una grande casistica fornisce dati sicuri nell’ambito di questa eterogeneità. Sono tante le persone al lavoro e le strutture coinvolte – aggiunge – ma possiamo fare di più per migliorare la nostra vita e quella delle future generazioni”.

Donare il 5 X 1000 è semplice e non costa nulla, dal momento che si tratta di una quota d’imposta a cui lo Stato rinuncia per consentire ai contribuenti di sostenere progetti ritenuti importanti sul piano sociale.

Per scegliere l’Irccs San Martino-Ist, in occasione della dichiarazione dei redditi è sufficiente firmare nel riquadro Finanziamento Ricerca Sanitaria inserendo il Codice Fiscale 02060250996.

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