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Lunedì, 28 Giugno 2021 17:13

Donazione di sangue e plasma

Il sangue e il plasma sono doni preziosi, insostituibili e non possono essere prodotti in laboratorio. Sono disponibili, al momento del bisogno, solo grazie al gesto generoso, disinteressato e ripetuto di persone speciali: i donatori.

 
 
 
 
Informazioni e contatti utili per la donazione
In generale tutte le persone in buona salute, di età compresa fra 18 e 65 anni, possono diventare donatori. 
Chi è già donatore può proseguire la carriera di donazione fino a 70 anni, dopo valutazione medica.
Il polso deve essere ritmico, regolare e le pulsazioni comprese tra 50 e 100 battiti/minuto.
La pressione arteriosa massima compresa tra 110 e 160 mm Hg e minima compresa tra 60 e 100 mm Hg.
Il peso non deve essere inferiore a 50 Kg.
L’emoglobina non è inferiore a 12,5 g/dL nelle donne e 13,5 g/dL negli uomini.
 
La donazione di sangue ed emocomponenti può essere “occasionale” o “periodica”. Il donatore si definisce periodico quando si reca per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l’atto della donazione. 
 
L’obiettivo di tutti i centri trasfusionali è arrivare ad avere la maggior parte possibile di donatori periodici che sono più controllati e quindi più sicuri per i riceventi.
 
Gli step della donazione:
  1. Accettazione: per una corretta identificazione e registrazione dei dati anagrafici il donatore, a norma di legge, è tenuto a esibire un documento d'identità valido e il codice fiscale per evitare omonimie.
  2. Visita medica e determinazione dell'emoglobina: prima della donazione di sangue, per valutare il buono stato di salute, il donatore è sottoposto a visita medica, controllo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, determinazione rapida dell'emoglobina e colloquio con il medico volto a escludere fattori di rischio pericolosi per i pazienti che riceveranno il suo sangue.
  3. Donazione: accertata l'idoneità fisica, il donatore viene sottoposto a un prelievo di sangue o plasma. A ogni donazione vengono eseguiti gli esami necessari a controllare e salvaguardare la salute del donatore e del ricevente ivi compresi i test per la ricerca dell’epatite B e C, dell’AIDS e di altre malattie trasmissibili.
  4. Ristoro e osservazione: dopo la donazione è offerto un piccolo ristoro e un breve periodo di monitoraggio post-donazione.
Su ogni unità di sangue raccolta, vengono eseguiti i seguenti esami:
  • Ricerca anticorpi anti HIV (Human Immunodeficiency Virus);
  • Ricerca degli anticorpi anti HCV (Hepatitis C Virus);
  • Ricerca dell’antigene di superficie del virus dell’epatite B (HbsAg=Hepatitis B superficial Antigene);
  • Sierodiagnosi per la Lue (sifilide);
  • HCV RNA;
  • HIV RNA;
  • HBV DNA.
Tali esami sono necessari per monitorare la salute del ricevente.
 
Per monitorare la salute del donatore, almeno una volta all’anno vengono controllati:
  • Creatininemia;
  • Glicemia;
  • Protidemia;
  • Protidogramma elettroforetico;
  • Emocromo;
  • Ferritinemia;
  • ALT;
  • Colesterolemia;
  • Trigliceridemia.
Qualora gli esami evidenzino patologie o valori al di fuori della norma, il donatore viene tempestivamente informato dalle Strutture Trasfusionali o dall’Associazione Donatori. In ogni caso, normalmente, gli esiti degli esami vengono consegnati al donatore.
 
Inoltre, qualora il medico addetto alla selezione del donatore ravvisi la necessità richiederà esami aggiuntivi, visite specialistiche ed esami strumentali volti sempre a garantire la salute del donatore e verificare lo stato di idoneità alla donazione.
 
Come donare sangue
Un medico o un infermiere effettua il prelievo dal donatore disteso su di una poltrona-lettino. Dopo un’accurata disinfezione della cute, viene inserito l’ago in una vena e il sangue viene fatto scendere dal donatore alla sacca di raccolta che è posizionata in basso rispetto al donatore. È una procedura controllata e sicura: tutti gli aghi e i tubi del circuito del prelievo sono sterili e vengono utilizzati una sola volta. Non c’è rischio di contrarre alcuna malattia infettiva. Il corpo del donatore rimpiazza tutti i fluidi persi nella donazione nell’arco di 24 ore.
 
Con la donazione tradizionale di sangue intero, il sangue viene raccolto in un apposito contenitore (sacca munita di ago e collegata ad altre sacche a costituire un unico sistema sterile, chiuso e monouso).
 
Il contenitore pieno di sangue viene centrifugato, affinché i diversi componenti si separino: in basso i globuli rossi, al di sopra quelli bianchi e le piastrine, più sopra ancora il plasma. I componenti vengono poi fatti uscire uno dopo l’altro, dirigendoli nelle diverse sacche collegate a quella principale. Le sacche vengono separate e si ottengono così distinti preparati trasfusionali, da impiegare a seconda delle necessità del singolo malato.
 
La quantità di sangue donato con una singola donazione di sangue intero è stabilita per legge ed è di 450 ml.
 
Ogni quanto si può donare: gli intervalli tra le donazioni
Donazione precedente Donazione successiva Intervallo minimo
Sangue intero Sangue interno 90 giorni (per l’uomo 4 donazioni all’anno max, per la donna 2 donazioni)
Sangue intero Plasma 30 giorni
Sangue intero Piastrine 30 giorni
Plasma Sangue intero 14 giorni
Plasma Plasma  14 giorni
Piastrine  Piastrine  14 giorni
 
Al donatore viene offerta la colazione come ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post-donazione. Nelle ore successive è consigliato un pasto leggero, bere molto e non fare sforzi intensi o attività pericolose.
 
Il plasma e i medicinali plasmaderivati
Il plasma è la parte liquida del sangue composto per il 90% circa da acqua, e per il restante 10% da proteine indispensabili per la vita: albumina, immunoglobuline o anticorpi e fattori della coagulazione.
Il plasma contiene molte proteine essenziali che possono essere isolate e concentrate in laboratorio per produrre farmaci (MPD=medicinali plasma derivati). 
 
Il 20% circa del plasma donato viene utilizzato per uso clinico, trasfuso a pazienti ustionati gravi, per il trattamento delle gravi emorragie in ambito chirurgico, ostetrico o nei grandi traumi. Il restante 80% viene inviato all’industria per la produzione dei MPD che sono salvavita, in particolare le immunoglobuline, l’albumina e i fattori della coagulazione per pazienti affetti da carenze congenite. La maggior parte dei MPD sono farmaci che non hanno alternative terapeutiche né equivalenti.
 
Nel 2019 gli Stati Uniti hanno raccolto il 67% del plasma per la produzione mondiale dei MPD ed hanno spedito all’Europa circa 18 Milioni di litri di plasma.
 
A causa della pandemia da SARS-CoV-2 la raccolta di plasma è notevolmente diminuita e gli analisti stimano che nel 2020 si verificherà un calo del 25% che comporterà la non produzione di tonnellate di immunoglobuline per la cura di molti pazienti.
 
Come avviene la donazione di plasma
Una volta che il medico ha stabilità l’idoneità alla donazione di plasma, il donatore viene sottoposto alla procedura di aferesi con un’apparecchiatura (separatore cellulare) che preleva il sangue e separa i globuli rossi, che vengono restituiti al donatore, dal plasma che viene raccolto in apposite sacche.
 
Tutta la procedura avviene attraverso un unico accesso venoso e a circuito chiuso per garantire la assoluta sterilità; ha una durata di circa 50 minuti.
 
Il volume prelevato è compreso tra i 600 mL e i 700 mL al netto dell’anticoagulante per un volume complessivo di 1,5 litri al mese e 12 litri in un anno.
 
Una procedura analoga viene eseguita per la donazione di plasma e piastrine (plasmapiastrinoaferesi).

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