L'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino sarà il primo ospedale dell'Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM) ad adottare il nuovo percorso di chirurgia protesica di anca e ginocchio con dimissione entro 24 ore dall'intervento. Il progetto, denominato Same Day Discharge (SDD), entrerà in funzione entro il 2026, al termine del percorso di formazione degli specialisti coinvolti.

Dimissioni entro 24 ore dopo un intervento di protesi all'anca o al ginocchio. È questo l'obiettivo del progetto "Same Day Discharge" (SDD), un nuovo modello organizzativo e assistenziale destinato a innovare la chirurgia ortopedica e migliorare l'esperienza dei pazienti.

Capofila dell'iniziativa sarà l'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, dove l'avvio del programma è previsto entro il 2026, una volta completata la formazione degli specialisti coinvolti.

Il progetto riguarda pazienti accuratamente selezionati e punta a garantire un recupero più rapido, consentendo il rientro al domicilio entro un giorno dall'operazione in condizioni di piena sicurezza clinica. Dopo la fase pilota al San Martino, il modello sarà progressivamente esteso a tutti gli ospedali dell'Azienda Ospedaliero Metropolitana: Villa Scassi, San Carlo di Voltri e all'Ospedale Galliera.

La chirurgia protesica rappresenta uno dei settori più dinamici dell'ortopedia moderna. L'invecchiamento della popolazione e la crescente diffusione delle patologie degenerative articolari hanno determinato un costante aumento della domanda di interventi. Nel territorio della provincia di Genova vengono eseguiti ogni anno oltre 3.500 interventi di artroprotesi tra anca e ginocchio, numeri che testimoniano quanto questa chirurgia rappresenti un'attività strategica per il sistema sanitario e quanto sia necessario adottare modelli organizzativi sempre più innovativi ed efficienti.

<<L'introduzione del percorso di Same Day Discharge - dichiara Massimo Nicolò, assessore alla Sanità Regione Liguria - per gli interventi di protesi di anca e ginocchio - rappresenta un'innovazione organizzativa che coniuga qualità delle cure, sicurezza clinica e migliore esperienza per il paziente. Dimettere entro 24 ore, nei casi accuratamente selezionati e in piena sicurezza, significa favorire un recupero più rapido, ridurre i rischi legati alla degenza prolungata e valorizzare un modello assistenziale basato sull'integrazione tra professionalità diverse e sulle migliori evidenze scientifiche. L'obiettivo è portare questo modello, dopo la fase di avvio al San Martino, in tutti gli ospedali dell'Azienda Ospedaliero Metropolitana, affinché un numero sempre maggiore di cittadini possa beneficiare di percorsi di cura innovativi, appropriati e di elevata qualità. Continuiamo a investire in organizzazione, competenze e innovazione perché crediamo che il futuro della sanità passi anche dalla capacità di migliorare costantemente i servizi offerti ai cittadini>>.

<<Questo progetto - spiega Monica Calamai, direttore generale AOM Liguria - segna una svolta nell'innovazione organizzativa e clinica dei nostri ospedali. La dimissione entro 24 ore non significa ridurre l'assistenza, ma offrire un percorso più moderno, personalizzato e sicuro, reso possibile dall'integrazione tra competenze chirurgiche, anestesiologiche, infermieristiche e riabilitative. Ciò si traduce per i pazienti in un recupero più rapido dell'autonomia e rientro veloce al proprio domicilio, mentre per il sistema sanitario in un utilizzo ancora più appropriato delle risorse disponibili, mantenendo elevati standard di qualità delle cure. Esistono diversi centri mondiali, negli Stati Uniti e uno Irlanda, che applicano già da tempo questo protocollo e che dimostrano l’eccellenza del percorso attraverso indicatori di sicurezza, esiti clinici, soddisfazione del paziente ed efficienza organizzativa, controllo dei costi>>.

Ed è proprio uno di questi centri di eccellenza il riferimento per effettuare l’intesa attività di training degli esperti AOM. L’Orthopedic Associates Surgical Center (OASC) del gruppo Orthopedic Associates of Hartford (OAH) con sede nello stato del Connecticut si occuperà del percorso formativo specialistico. <<Non pensiamo di portare in Italia una nuova tecnica chirurgica - precisa Pietro Memmo, Presidente della Orthopedic Associates di Hartford - i professionisti di AOM possiedono già competenze cliniche di eccellenza. Possiamo mettere a disposizione un modello organizzativo consolidato negli Stati Uniti, la casistica di quindici anni di attività per attivare la chirurgia ortopedica ambulatoriale di protesi d’anca e al ginocchio nell’arco di una giornata di degenza. Si tratta di ripensare, per un target definito di pazienti, l’intero percorso di presa in carico: prima, durante e dopo l’intervento. Per noi la sicurezza e la qualità dell’intervento e dell’assistenza, l’abbattimento delle complicanze e delle infezioni ospedaliere sono la priorità assoluta>>.

Il nuovo percorso nasce dall'evoluzione dei programmi Enhanced Recovery After Surgery (ERAS) e integra le più moderne tecniche chirurgiche, anestesiologiche e riabilitative. L'obiettivo non è soltanto ridurre i tempi di degenza, ma ripensare l'intero percorso di cura: dalla selezione del paziente alla preparazione preoperatoria, dal controllo del dolore alla mobilizzazione precoce, fino al monitoraggio dopo la dimissione.

Grazie a un approccio multidisciplinare, il paziente viene accompagnato lungo un percorso personalizzato che favorisce un recupero funzionale più rapido, riduce i rischi associati all'ospedalizzazione prolungata e consente un ritorno anticipato al proprio ambiente di vita.

<<Per garantire il successo del progetto - conclude Calamai - è previsto uno specifico percorso di formazione rivolto ai professionisti coinvolti, con la costituzione di un'équipe multidisciplinare dedicata che accompagnerà tutte le fasi del nuovo modello organizzativo>>.

Al Policlinico San Martino il progetto coinvolgerà la Clinica Ortopedica e Traumatologica, diretta dal professor Matteo Formica, e la U.O. Ortopedia e Traumatologia d'Urgenza, diretta dal dottor Federico Santolini, che guideranno la fase di sperimentazione del nuovo modello assistenziale.