Un intervento chirurgico altamente innovativo ha permesso di ricostruire contemporaneamente cranio, meninge e cuoio capelluto in un paziente di 65 anni affetto da Sindrome di Gorlin-Goltz, patologia genetica che predispone allo sviluppo di tumori cutanei multipli. L'operazione, frutto della collaborazione tra la Clinica Neurochirurgica e Neurotraumatologica, diretta dal professor Gianluigi Zona, e la Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta dal professor Edoardo Raposio, rappresenta un importante esempio di chirurgia multidisciplinare applicata ai casi oncologici più complessi.

Il paziente presentava un tumore del cuoio capelluto in stadio avanzato, con infiltrazione della teca cranica e della membrana che protegge il cervello. Per affrontare una situazione estremamente delicata, le équipe hanno sviluppato una ricostruzione "su misura" utilizzando i tessuti dello stesso paziente, accuratamente selezionati e rivascolarizzati tramite microchirurgia. I chirurghi hanno eseguito una ricostruzione contestuale di una porzione di cranio e della cute mediante tessuti del paziente vascolarizzati, associata all'applicazione di una placca di titanio perfettamente riprodotta su misura.

L'intervento, durato oltre sette ore, è stato eseguito da due équipe coordinate dalla dottoressa Concetta Viola per la Neurochirurgia e dal dottor Andrea Antonini per la Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, coadiuvato dal dottor Marco Paternostro e dal dottor Simone Luoni. Il decorso post-operatorio è stato particolarmente rapido: il paziente è stato dimesso dopo sei giorni e ha potuto riprendere le proprie attività lavorative in soli 14 giorni.

<<La tecnica utilizzata - informa il dottor Antonini - rappresenta un'evoluzione delle più moderne procedure microchirurgiche ricostruttive. L'innovazione consiste nella possibilità di gestire separatamente differenti componenti di tessuto, mantenendone però la continuità vascolare. Questo consente ricostruzioni tridimensionali estremamente sofisticate e biologicamente più efficaci. Stiamo applicando questo approccio in diversi distretti corporei con risultati molto promettenti e abbiamo presentato con ottimi riscontri i primi dati al recente Congresso Europeo di Microchirurgia di Praga, a giugno>>.

Aggiunge la dottoressa Viola: <<L'obiettivo è quello di ridurre i materiali estranei impiantati nei pazienti. In questo caso, dovendo ricostruire in un unico tempo tre strutture distinte ed essendo una di esse da sostituire con materiale rigido per la sua funzione strutturale, la possibilità di interporre il titanio conformato tra due porzioni di tessuto vascolarizzato è stata ottimale per velocizzare la guarigione e ridurre i rischi di complicanze, soprattutto infettive>>.

Secondo i clinici coinvolti, il caso potrebbe aprire nuove prospettive nella ricostruzione oncologica avanzata, soprattutto nei pazienti complessi in cui è necessario combinare neurochirurgia, microchirurgia e tecniche personalizzate di ricostruzione morfofunzionale.

Nella prima fotografia la dottoressa Concetta Viola e il professor Gianluigi Zona, Direttore dell'U.O. Clinica Neurochirurgica e Neurotraumatologica. Nella seconda fotografia, da sinistra, il dottor Andrea Antonini, il professor Edoardo Raposio, Direttore dell'U.O. Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e il dottor Simone Luoni.