Una ricerca finanziata dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e guidata dall’Ospedale Policlinico San Martino, ora confluito nell’IRCCS AOM, nonché dall’Università di Genova, ha messo in luce il legame tra la sclerosi multipla e la flora intestinale: il butirrato, sostanza prodotta da microrganismi che popolano l’intestino, sembra influire positivamente sul sistema immunitario, che è mal funzionante nella malattia. Lo studio è stato pubblicato su “Genes & Immunity”, rivista del gruppo “Nature”, e costituisce un importante passo verso lo sviluppo di nuovi indicatori clinici e la possibilità di intervenire contro la sclerosi multipla anche attraverso la dieta.

Persona con le mani sull'addome

La sclerosi multipla colpisce ad oggi circa 2,9 milioni di persone nel mondo. Le alterazioni che provoca a livello del cervello e del midollo spinale, parti fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso, sono dovute alla degenerazione della mielina, la membrana che riveste i prolungamenti delle cellule nervose e ne consente il corretto funzionamento. In chi è affetto dalla malattia la mielina viene erroneamente attaccata da alcuni globuli bianchi, i linfociti T e i linfociti B, che scatenano una risposta autoimmune.

Nel 2016 uno studio sulla sclerosi multipla, frutto della collaborazione tra l’Università di Genova e un team di ricercatori della Harvard Medical School di Boston, ha scoperto che un gruppo di cellule note come “Natural Killer CD56Bright” modula la risposta immunitaria in modo da ridurre l'infiammazione. Da allora i ricercatori si sono concentrati sui meccanismi alla base del loro funzionamento, per sviluppare nuove strategie utili a contrastare la sclerosi multipla.

Le ultime scoperte del gruppo guidato da Alice Laroni, neurologa e ricercatrice presso la Clinica Neurologica del Policlinico San Martino e professoressa associata di neurologia presso l’Università di Genova, pubblicate sulla rivista scientifica Genes & Immunity del gruppo Nature, rivelano il ruolo chiave della flora intestinale. Alcuni batteri ‘buoni’ producono sostanze che influenzano le attività delle cellule Natural Killer: “Abbiamo osservato che il butirrato, un composto rilasciato dai microrganismi intestinali durante la digestione di fibre, agisce direttamente sulle cellule Natural Killer” - spiega Alice Laroni. “In particolare potenzia la loro capacità di arginare l’attività infiammatoria dei linfociti T, che sono tra i responsabili della risposta autoimmunitaria contro la mielina, il principale meccanismo patologico alla base della sclerosi multipla.”

Conclude Laroni: “La scoperta di questo legame ci permette di ipotizzare lo sviluppo di nuovi indicatori per la pratica clinica, che tengano conto dei livelli di butirrato nel sangue e della funzione delle Natural Killer, e aggiunge un tassello nella comprensione della relazione tra dieta e sclerosi multipla, aprendo la strada a nuove strategie di intervento.”

Dichiarazione della dott.ssa Alice Laroni:

Questa ricerca è stata sostenuta dal finanziamento della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e dal 5X1000 devoluto al Policlinico.

Pubblicazione scientifica dei risultati: Butyrate enhances CD56bright NK cell-driven killing of activated T cells and modulates NK cell chromatin accessibility | Genes & Immunity

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