Passi avanti nella comprensione delle cause della sclerosi multipla: l’accensione anomala dei neuroni AgRP, già noti per il loro ruolo nella regolazione della fame e del metabolismo, potrebbe alterare la produzione delle cellule immunitarie, contribuendo allo sviluppo della malattia. È quanto emerge da una ricerca guidata dall’IRCCS AOM – Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Genova, pubblicata su Cell Reports.

Nella sclerosi multipla il sistema immunitario attacca il sistema nervoso centrale, danneggiando la mielina, struttura che protegge le fibre nervose. Nonostante i progressi terapeutici, le cause iniziali della malattia restano una delle principali questioni aperte nella ricerca.
Di recente uno studio guidato dall’U.O. di Neuroscienze Sperimentali dell’IRCCS AOM – Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Genova e pubblicato sulla rivista Cell Reports ha osservato un meccanismo cerebrale che potrebbe innescare le alterazioni del profilo immunitario osservate nella sclerosi multipla.
“Già nelle fasi precoci della malattia, prima ancora della comparsa dei sintomi, nei modelli murini si osserva un aumento dei livelli di noradrenalina. Questa molecola da un lato favorisce la produzione di cellule immunitarie coinvolte nella risposta infiammatoria che porta alla degradazione della mielina nella sclerosi multipla, dall’altro riduce la presenza delle cellule immunitarie regolatorie, il cui compito è contenere la risposta infiammatoria” spiega Tiziana Vigo, ricercatrice presso l’U.O. di Neuroscienze Sperimentali e primo nome dello studio -. Inoltre, bloccando l’attività della noradrenalina, il sistema immunitario è tornato a condizioni più vicine alla normalità e la gravità della malattia si è ridotta, suggerendo un ruolo causale di questa molecola nei processi che guidano la patogenesi della sclerosi multipla”.

Lo studio ha fatto luce sul rapporto tra le alterazioni del sistema nervoso e quelle del sistema immunitario: “Comunemente la sclerosi multipla è considerata una patologia in cui un’anomalia del sistema immunitario provoca un danno al sistema nervoso. Possiamo oggi affermare che le alterazioni del sistema nervoso non solo si manifestano prima, ma influenzano il quadro immunitario - prosegue Vigo -. Siamo quindi andati alla ricerca della fonte di questo segnale e abbiamo osservato il coinvolgimento nel processo di uno specifico gruppo di neuroni, localizzati nell’ipotalamo e già noti per essere tra i principali regolatori dell’appetito: i neuroni AgRP. Abbiamo osservato che in condizioni fisiologiche, questi contribuirebbero al normale funzionamento del sistema immunitario, ma nei modelli di sclerosi multipla, pur essendo attivi, non sembrano capaci di svolgere la loro normale funzione”, conclude la ricercatrice.
Questa scoperta apre alla possibilità di trovare nuovi indicatori utili per monitorare la malattia, poichè i neuroni AgRP rilasciano una sostanza omonima rilevabile nel sangue. I ricercatori hanno osservato che nei pazienti con sclerosi multipla i livelli di AgRP risultano aumentati e associati alla gravità della malattia. Previa conferma in studi su casistiche più ampie, questi risultati preliminari potrebbero trovare un’applicazione nella pratica clinica. Inoltre le funzioni già note di questi neuroni aprono a nuove linee di ricerca che indaghino il loro legame con la sclerosi multipla.
Per approfondimenti: Noradrenergic control of bone marrow and thymus by AgRP neurons is impaired in experimental multiple sclerosis: Cell Reports – https://doi.org/10.1016/j.celrep.2025.116556
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