Lo studio multicentrico internazionale EUROPA Trial ha evidenziato che, nelle donne di età pari o superiore a 70 anni con tumore al seno a basso rischio in stadio iniziale, la radioterapia dopo chirurgia conservativa è associata a una migliore qualità di vita nei primi due anni rispetto alla sola terapia ormonale. I primi risultati della ricerca, che ha come centro promotore l’Università degli Studi di Firenze e al quale partecipa anche l’IRCCS AOM - Ospedale Policlinico San Martino, sono stati pubblicati sulla rivista "The Lancet Oncology" e inclusi nelle linee guida americane NCCN 2026 a supporto delle raccomandazioni cliniche. I dati attesi sull’efficacia nel controllo delle recidive a 5 anni completeranno le informazioni per orientare le scelte nella pratica clinica.

La diagnosi precoce di tumore al seno permette in molti casi di effettuare un intervento di chirurgia conservativa, che preserva quindi la struttura del seno, seguito da trattamenti post operatori, sistemici e locali, definiti "adiuvanti" in quanto finalizzati alla riduzione del rischio di recidiva.
Lo studio multicentrico EUROPA, al quale prendono parte 17 centri italiani e un centro in Slovenia, punta a ridurre il trattamento adiuvante nelle pazienti di età maggiore o uguale a 70 anni, affette da un tipo di tumore definito “luminale A”, poco aggressivo, ormono-dipendente, operato con chirurgia mammaria conservativa. La referente dello studio per il Policlinico è la ricercatrice Alessandra Fozza, medico specialista in Radioterapia in forze presso l’U.O. di Radioterapia Oncologica, che lavora al progetto insieme alla collega dott.ssa Gladys Blandino.
La dott.ssa Fozza spiega: “Ad oggi sono utilizzate due opzioni terapeutiche, anche in combinazione: la radioterapia e la terapia endocrina. Quest’ultima prevede la somministrazione di un farmaco (inibitore dell’aromatasi o tamoxifene) per un periodo che può arrivare a 5 anni. A fronte di una riduzione del rischio di sviluppare recidive locali e sistemiche, già molto contenuto in queste pazienti, la terapia ormonale può presentare effetti collaterali come vampate di calore, dolori articolari-muscolari e una maggiore fragilità ossea. Diversamente, la radioterapia al seno è un trattamento che dura poche settimane (anche una sola in molti casi) e gli effetti collaterali sono per lo più localizzati, come arrossamenti cutanei, edema e tensione mammaria, lieve dolore e, in fase più tardiva, fibrosi del tessuto trattato.”
I primi risultati, derivati dall’analisi intermedia sulle pazienti che hanno completato due anni di trattamento, sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Oncology: “Abbiamo rilevato, attraverso appositi questionari, che le pazienti che hanno ricevuto la radioterapia riportano una riduzione significativamente minore della qualità di vita, quindi un miglior mantenimento del benessere complessivo – riprende Fozza, che specifica – I dati definitivi, comprensivi della efficacia dei trattamenti nel controllo delle recidive locali a 5 anni, potrebbero riscrivere la pratica clinica. Questo studio mostra come la medicina stia evolvendo verso modelli più “gentili” e partecipati: la decisione terapeutica deve puntare non solo a massimizzare il controllo di malattia e la sopravvivenza ma anche a valorizzare la qualità della vita; è quindi fondamentale un approccio multidisciplinare, condiviso e personalizzato.”

A supporto della rilevanza scientifica dei dati, i risultati ottenuti finora sono stati inseriti nelle linee guida americane del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) 2026 contribuendo alle raccomandazioni cliniche per il trattamento del cancro al seno.
Lo studio è promosso e coordinato dall'Università degli studi di Firenze, nelle persone del Prof. Icro Meattini e Prof. Lorenzo Livi. Nell’ambito dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana – Plesso Ospedale Policlinico San Martino, quarto centro per il numero di pazienti reclutate, lo studio è frutto della sinergia tra diverse Unità Operative. All’interno del team multidisciplinare Breast Unit, coordinato dalla Prof.ssa Lucia Del Mastro, collaborano in sinergia per le scelte dei trattamenti sistemici e locali post-operatori la Radioterapia Oncologica diretta dalla facente funzione Prof.ssa Liliana Belgioia, la Clinica di Oncologia Medica 1 diretta dalla Prof.ssa Lucia Del Mastro e la Clinica di Medicina Interna a indirizzo oncologico diretta dal Prof. Alberto Ballestrero. La Radioterapia Oncologica collabora inoltre con la Fisica Sanitaria per la preparazione dei trattamenti radioterapici.
Pubblicazione scientifica dei risultati: Single-modality endocrine therapy versus radiotherapy after breast-conserving surgery in women aged 70 years and older with luminal A-like early breast cancer (EUROPA): a preplanned interim analysis of a phase 3, non-inferiority, randomised trial - The Lancet Oncology
Linee guida NCCN 2026: https://www.nccn.org/professionals/physician_gls/pdf/breast.pdf
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